domenica 21 settembre 2008

L'eterna lotta tra la natura e l'uomo...


Ceva, 21 settembre

Ricevo un email tanto inaspettata quanto gradita...
e'un conoscente, e mi informa della sua situazione..

nel suo villaggio di questi giorni fino a ottobre non vi e' piu acqua corrente, no televisione, no computer, nessuna possibilita di ricaricare alcun mezzo elettronico..

No, non sto parlando di nessuno amico del sudamerica..
no, non sto parlando di nessun villaggio africano..

Sto parlando della situazione di Houston, una delle citta'piu grandi del mondo che si trova per alcune settimane distrutta, a terra, stravolta..

Mi si racconta di una situazione nuova, mai provata prima..
quasi tutta la citta' non possiede elettricita' e per comunicare fa visita nel piu'grande centro commericiale della metropoli, l'unica oasi elettronica, l'unico luogo dove si puo'trovare elettricita'..

mi si racconta di un popolo, quello texano, solitamente molto abile e pronto a rialzarsi dopo le cadute, che vive sensazioni nuove..
me li immagino, non deve essere facile vivere senza lavoro e scuola per chi e'abituato a programmare le giornate al minuto..

quel popolo, con la citta' tagliata fuori da ogni contatto con il resto del mondo, sta provando di questi giorni un ritorno ad uno stato primitivo, con l'uomo da solo contro la natura senza mezzi tecnologici.
Questo argomento fa riflettere e l'uragano Ike sembra essere una punizione divina per punire una umanità che si sta dimenticando che su questa terra vige la forza della natura e, nonostante l'uomo cerchi di combatterla e distruggerla, e'lei a decidere le nostre sorti.
Singolare il fatto che l'uragano abbia colpito uno dei popoli che piu'di ogni altro si dimentica di rispettare l' ambiente e sembra sfidarlo di giorno in giorno.

Non voglio fare il moralizzatore, ci mancherebbe..

Un buon uso della tecnologia porta benessere...e'indiscutibile!! Basta prendere l'esempio di internet, un mezzo rivoluzionario che ha diminuito le relazioni tra i popoli e portato grandi novita'sociali e culturali..io personalmente non capisco come in "certi posti" si possa criticare una delle piu'grandi invenzione umana di tutti i tempi, a partire dalla ruota fino ad arrivare alla scrittura. La tecnologia non si discute.

ma dall'altro lato non ci si può nascondere dietro un dito perche' il problema dell'ambiente e'sotto l'occhio di tutti...e per quanto si possiano fare discorsi e teorie credo che l'unico modo per capire cosa significhi veramente tutto ciò e' vivere una situazione a stretto contatto con la natura come stanno vivendo le genti colpite da Ike..

l'uomo a mani nude contro la natura...

marco

venerdì 8 agosto 2008

08-08-08


Ceva, 8 agosto

Oggi per tutti e'una data storica da ricordare nei libri di storia come segno della definitiva "entrata"nell'Occidente della Cina in coincidenza con l'inizio dei Giochi Olimpici per la prima volta in terra cinese...
Cosi ne hanno parlato i commentatori RAI..
Si potrebbero fare mille discorsi sull'argomento, si potrebbero esprimere diverse opinioni ma alla fine sara'il futuro come sempre a dimostrare cosa ne sara di questa potenza tanto grossa quanto fragile per tutti i suoi paradossi e le sue incertezze nel proprio sistema...

Oggi e'anche una data storica per me..
un anno fa si partiva per gli Stati Uniti con mille dubbi-paure-emozioni-voglia di avventura e senso di liberta...

Non sono qua per fare giudizi sull'esperienza..quelli sono gia stati affrontati da mesi in diverse situazioni..

sono qua per affrontare un'altro tema..il ritorno
un mese fa giusto tornavo dagli Stati Uniti, con quel numero 8 ancora una volta come protagonista..

non ho piu scritto su questo blog per diversi motivi..prima di tutto non mi sembrava corretto di fare commenti a caldo su una societa' che dovra ospitarmi per un anno, periodo del mio esilio dalla civilta'..
un mese comunque di forti emozioni..piacevole rivedere persone e famigliari di cui a volte si sognava la voce..

ma, ora che si e'tornati alla vita normale, non possono passare inosservati i caratteri di una societa'che sembra andare in marcia indietro..
una societa costruita su costumi e retoriche che si tramandano da generazioni..
basta sedersi ad un tavolino dell' "intoccabile" falò per rendersi conto che in un anno nulla e'successo a parte di memorabili ciucche, feste paura..

Poi sembra essere pensiero comune che non esistono piu'in "tempi di una volta", quelli d'oro di qualche anno fa..
quei tempi gli ho vissuti anche io ed e'buffo ricordarsi che quando vivevamo quelli a quegli stessi tavolini del falo si diceva che non erano a sua volta uguali ai veri tempi d'oro, quelli di qualche anno prima..una catena di tempi d'oro infinita che porta alla preistoria..

ma belin..ho conosciuto gente che con niente era felice..

se ti lamenti hai due opzioni, andarsene o cercare di cambiare la situazione..invece no, tutti che si lamentano ma poi sono succobi di quella stessa societa' che portera' a schiacciare la nuova generazione che ora si trova all'oratorio, e aspetta il tempo del falo'e del sottoaceto..

no comment..io certe cose non le capiro mai..


oggi e'insomma una giornata storica per diversi punti di vista..

per i cinesi che "escono", almeno per poco tempo, fuori dalla lora galera..
per qualcun'altro invece, questa data, come ogni giorno che passa, significa entrarci in quella cella..
una cella immaginaria, fatta non di ferro battuto ma di tradizioni e retoriche divenute incomprensibili, una cella fatta di una cultura che sembra normale per una persona che ci vive dall'interno ma che sembra malata e depressiva da chi ha conosciuto che non e'proprio vero che tutti i treni passino da Ceva..

infine il mio pensiero va a tutti quelli che partiranno ora e in futuro..

non preoccupatevi di cosa abbandonate, pensate a cosa troverete che sara di sicuro migliore di quello che lasciate..
penso a chi mi ha scritto mail in questi giorni perche'e'in partenza per il texas ed e'preoccupato come ero io un anno fa..normale..io piu che giudizi sulla mia esperienza non posso dare..ma di sicuro tutti voi siete piu'fortunati di me, che sono sulla mia isola di Sant Elena con un solo computer per cercare di stare in contatto con la civilta..
buona fortuna a voi tutti..in particolare a Martino ed Annalisa, coloro che hanno raccolto la "fiaccola della salvezza dalla societa cebana" posseduta in precedenza da Alice e Me..

andate e fatevi onore
voi siete quelli fortunati che cresceranno, noi siamo quelli che marciranno..

marco

sabato 5 luglio 2008

Resa dei conti


Houston, 6 luglio

Come si fa a riassumere tutto in un post, come si fa riassumere un anno in 5 paragrafi..
a volte bastano numeri, come alla fine di un film, nei titoli di coda..

2 lingue imparate
2 nazioni visitate
19 Stati visitate
200 amici nuovi in facebook
3 km di bicicletta ogni giorno per andare a trovare Jordyn
1 nuova squadra di calcio
4 amici che rimarrano per sempre
2 diari di memorie pieni di foto e scritte
1 macchina fotografica piena di foto, dalla Casa Bianca al Gran Canyon
50 rappresentanti di diverse nazioni conosciuti
8 divise da calcio da portare a casa in memoria di amici o partite
1 nuova famiglia che rimarra`per sempre
1 migliore amico, che le distanze non rovineranno, Josh
1 ragazza che Dio solo sa quanti giorni e km dovro`aspettare per abbraciarla di nuovo


330 giorni con il sorriso
2 con le lacrime agli occhi, 8 agosto 2007 e oggi

sono l`ultimo Exchange Student in Houston, martedi`su quell`aeroplano saro`solo come non mai, ma forse e`meglio cosi`, perche`nessuno capira`mai cosa era per me l`America..

Questo e`l`ultimo timbrato Houston, quelle 2 parole che come un fantasma accompagnava le nottate sono arrivate, inesorabili..

THE END.


marco

mercoledì 18 giugno 2008

Memorie dal Grand Canyon


Grand Canyon, 18 giugno

Ci sono quelle esperienze che non importa dove, come e quando ma devi affrontare, talvolta per il semplice motivo che non le farai mai piu`nella tua vita.

Sono in una delle sette meraviglie del mondo e ancora non capisco quanto fortunato sono.
Cerco di godermi ogni minuto quaggio`nel fiume Colorado perche`so che mai piu`nella mia vita qualcuno paghera` 10000$ per farmi andare nel Grand Canyon.

Questa e`considerata infatti una esperienza unica nella vita per il prezzo, sicuro, ma anche per quanto speciale ed indimenticabile sia.

Nel nostro gruppo ci sono di tutti i colori.

Riccazzi o persone che si vogliono godere la vita.
Bill, 72 anni from New York, sono anni che conserva 10000 dollaruzzi per questo viaggio di 6 giorni quaggiu..pazzo??no, stacca la spina dal mondo, vieni qua e capirai il significato della parola pazzia..

Vivere e godersi la vita..
Questa e`la lezione imparata nel Grand Canyon oggi.
Lontano dall`acqua potabile e dalla tecnologia piu`semplice come un telefonino, la vita sembra piu`semplice, piu`preziosa.
Ogni giorno che passa mi sento sempre di piu`una Giovane Marmotta..
Sveglia alle 5:45 e poi giu`per il fiume con le guide a fare tutto il lavoro. Si procede cosi`sdraiati sulla barca-canoa al suone delle rapide..
La sera tardi ci si accampa e dopo una rapida doccia nel fiume si cena.
Poi la nottata finisce sempre nel migliore dei modi..
sfida a vino Italia contro United States..
il resto e`storia..

marco

venerdì 6 giugno 2008

Memorie dal deserto




Arizona, 6 giugno

memorie di 5 giorni nel deserto..

Dopo aver abbandonato una Houston deserta alle 5 del mattino del 2 giugno, lasciando a casa una quantita`di amicizie e relazioni che non ci saranno piu`tra un mese e non ci saranno mai piu`visto che quando si tornera`indietro saro`l`ultimo superstite di quel gruppo exchange students 2008/2008, si e`partiti per uno dei viaggi piu`pazzi che la mente umana puo`immaginare...

Quest`oggi le lande desolate del West Texas e il deserto dell`Ariziona hanno avuto come ospite una Toyota Highlander bianca carica di bagagli, cibo per 4 persone, io, Mom, Steve and Leah.

Mi perdo nell`infinito orrizonte del West quanto tra movies e musiche passano le miglie..restano nella memoria le lacrime di Jordyn prima di partire, quelle rimarrano per tutto il viaggio...

E tra una sosta in una delle piu`piccole citta`che abbia mai visto ecco arrivare El Paso, famosa per essere proprio li`, sul confine, tra Messico e United States.

Quel Messico che oggi e`stato inserito nella lista dei paesi visitati. Sara`dura dimenticare quei 10 minuti in cui si e`percepito quanta differenza e quante lacune da colmare esistono ancora tra America e Latin America.

Impossibile da dimenticare quel ponte attraversato insieme a lavoratori messicani illegali che ogni giorno attraversano il confine tra Occidente e Terzo Mondo..
Oggi tra gli sguardi gelosi per il mio colore della pelle e per il mio modo di vestire mi sono sentito Gringo in Messico, la faccia triste dell`America.

Poi ecco una sosta di 2 giorni in un Ranch dell`Arizona..
esperienza unica..

Certo, non capita tutti i giorni di svegliarsi al mattino, aprire la finestra della stanza e vedere di fronte a te l`alba tra docili montagne di roccia e cactus..
Non capita tutti i giorni di sentirsi un cowboy nella terra dei cowboy..

Escursione mattutina sui monti dell`Arizona a cavallo per rendersi conto di quanto bello il mondo sia, anche nel deserto.
Poi immancabile barbecue nelle lande polverose ed interminabili.

Infine la fuga dal paradiso, perche`questo e`solo l`inizio e non ci si puo`fermare ora..

Viaggio di 7 ore, da Tucson a Las Vegas.
Nel mezzo del nulla, nel mezzo del deserto, quel deserto prima caldo e afoso durante tutto il viaggio e ora mite, ecco spuntare dal buio totale un`oceano di luci.
Se non si conoscesse la destinazione sembrerebbe un`allucinazione ma allucinazione non e`, e`semplicemente Las Vegas.

5 giorni, 2 country (Usa, Mexico) e 4 States (Arizona, Texas, Nevada, New Mexico).
Bell`inizio..

marco

martedì 27 maggio 2008

Houston Newspapers

Houston, 27 maggio
Houston Community Newspapers Online - As others see us

FROM A HOUSTON NEWSPAPER

05/22/2008
As others see us

They’ve lived and learned among us for almost a year and now the foreign exchange students are preparing to return to their home countries.

Before they go, though, a few who participated in the American Field Service Program offered to share what they learned during their cultural immersion experience stateside.


Camilo Zambra, Marco Bozzolo, and Natzuki Suzuki said they have found their time here to be a mixture of surprises, cultural challenges, and the discovery that teenagers are the same everywhere.

Zambra, 18, from Chile, plays trumpet at High School for the Performing and Visual Arts. He came here because he wanted to improve his trumpet playing and because of his love for American jazz.

“At HSPVA, I get to take so many music classes, and the school is a lot of fun. No one forces you to participate, everyone at this school wants to be the best and everyone has an opportunity to be a part of it. And the teachers are very open and easy to talk to.”

Living with an American family has meant being more independent and having responsibilities such as doing his own laundry, he said.

Bozzolo, 17, from Italy, wanted to see the world and in particular, America. He keeps his hometown updated in the form of newspaper stories. In one of his articles he wrote, “My school, Lamar High School, is considered like a second city within a big city. . . In Italy, my school had only about 200 students and my first day of school at Lamar was a shock.”

He loves soccer and when not playing on the team at Lamar, he also plays with the Houstonians FC, an elite traveling team, and has participated in soccer tournaments from Oklahoma to Florida.

“In America, I have learned to accept everyone, no matter color or race. I found American society very welcoming and open,” he said. “Here, it doesn’t matter where you are from, it only matters what you do.” His biggest surprise about Americans is that they use a car to go everywhere. “I knew it before I came, but I could never have imagined it was possible to literally live in a car. Here the car is almost a second house.”

Suzuki, 17, from Japan, came here because she wanted to improve her English after having studied it in Japan. In Houston she attends Stratford High School which she loves.

“American schools are huge and there are so many fun things to do that are not found in schools in Japan,” she said, listing things like pep rallies, different sports for different seasons, cafeterias, snack machines —and air conditioning.”

Her most difficult challenge on arriving was understanding and speaking English, but after eight months, she feels more at ease.

The AFS experience is also an adventure into another culture for American host families. Having a teenage son or daughter from another country provides a fresh perspective on family life and brings the opportunity to try new experiences and share family traditions.

For the Tholen family of River Oaks, for example, hosting their student has meant gaining a new family member with ties that will last forever.

“Marco completes our family. He fills a void we didn’t know existed. He adds humor and warmth, albeit occasionally a bit of teenage drama. It is hard to remember a time without him,” said Debra Tholen.

A new group of students from around the world are slated for arrival this August in the Texas Gulf Coast region for the 2008-2009 school year. About 40 students typically come to the Houston area.

For information about the program or hosting an exchange student, call Mary Perrin at 281-596-0333, visit www.afs.org/usa/hostfamily or call 800-AFS-INFO.




©Houston Community Newspapers Online 2008 05/22/2008

Come gli altri ci vedono

Hanno vissuto e imparato in mezzo a noi per quasi un anno e ora gli studenti di scambio si stanno preparando per tornare ai propri paesi di origine.

Prima di andare domandiamo ad alcuni che hanno partecipato alla American Field Service Program offertisi a condividere ciò che hanno appreso durante la loro esperienza culturale di immersione stateside.


Camilo Zambra, Marco Bozzolo, e Natzuki Suzuki hanno dichiarato di avere trovato il loro tempo qui per essere un misto di sorprese, sfide culturali, e la scoperta che gli adolescenti sono gli stessi ovunque.

Zambra, 18, dal Cile, suona la tromba a High School per il Visual e Performing Arts. Egli è venuto qui perché voleva migliorare la sua tromba e la riproduzione a causa del suo amore per il jazz americano.

"Al HSPVA, ricevo tante lezioni di musica, e la scuola è molto divertente. Nessuno e` obbligato a partecipare, tutti in questa scuola vogliono essere i migliori e tutti hanno l'opportunità di essere una parte di essa. E gli insegnanti sono molto aperti ed e` facile parlare con loro. "

Vivere con una famiglia americana ha fatto sì di essere più indipendenti e che hanno responsabilità come ad esempio facendo il proprio bucato, egli ha detto.

Bozzolo, 17, proveniente dall' Italia, ha voluto vedere il mondo e, in particolare, l'America. Egli mantiene la sua città natale aggiornandola in forma di storie di giornale. In uno dei suoi articoli ha scritto, "La mia scuola, Lamar High School, è considerata come una seconda città in una grande città. . . In Italia, la mia scuola aveva solo circa 200 studenti e il mio primo giorno di scuola di Lamar è stato uno shock. "

Ama il calcio e quando non gioca con il su0 team Lamar, egli svolge anche servizio con il Houstonians FC, una squadra d'elite in viaggio, e ha partecipato a tornei di calcio da Oklahoma in Florida.

"In America, ho imparato ad accettare tutti, non importa il colore o la razza. Ho trovato la società americana molto accogliente e aperta ", ha detto. "Qui, non importa da dove sei, è solo questione quello che fai." La sua più grande sorpresa circa gli americani è che si avvalgono di un auto per andare ovunque. "Lo sapevo prima di venire, ma non avrei mai potuto immaginare che fosse possibile letteralmente vivere in un automobile. Qui l'auto è quasi una seconda casa. "

Suzuki, 17, dal Giappone, è venuta qui perché voleva migliorare il suo inglese dopo aver studiato in Giappone. A Houston frequenta Stratford High School che ama.

"Le Scuole americane sono enormi e ci sono tante cose divertenti da fare che non vengono trovate nelle scuole in Giappone," ha detto, elencando le cose come pep rally, sport diversi per diverse stagioni, i bar, snack-macchine e aria condizionata. "

La sua sfida più difficile è stato arrivare a capire e parlare inglese, ma dopo otto mesi, si sente più a suo agio.

L`esperienza di AFS è anche un avventura in un'altra cultura americana per le famiglie ospitanti. Adolescenti che hanno un figlio o figlia di un altro paese offrono una nuova prospettiva sulla vita familiare e porta la possibilità di provare nuove esperienze e condividere tradizioni familiari.

Per I Tholen, famiglia che vivonono in River Oaks, ad esempio, ospitare i loro studenti ha significato acquisire un nuovo membro della famiglia con legami che dureranno per sempre.

"Marco completa la nostra famiglia. Egli riempie un vuoto non sapevamo esistesse. Egli aggiunge umorismo e calore, anche se di tanto in tanto crea un po 'di dramma di adolescenti. E 'difficile ricordare un momento senza di lui ", ha detto Debra Tholen.

Un nuovo gruppo di studenti provenienti da tutto il mondo sono previsti in arrivo per questo agosto nel Texas Gulf Coast regione per l'anno scolastico 2008-2009. Circa 40 studenti di solito vengono nella zona di Houston.

Per informazioni sul programma di hosting o di uno scambio di studenti, chiamate Maria Perrin al 281-596-0333, o visitate www.afs.org / USA / hostfamily o chiamatr 800-AFS-Info.






© Comunità Houston Giornali online 2008


marco

martedì 20 maggio 2008

Proud to be crazy..



Houston, 20 maggio

Era tutto previsto. Tutto. Tutto meno che poi il 20 maggio 2008 mi fossi trovato a non riuscire a chiudere occhio e a cercare di non fare a meno che pensarci.

Ma come si fa a non pensarci..10 giorni e praticamente anche Houston diventa da salutare considerando il mese di Giugno Off in viaggio tra gli States.

Ne ho parlato con tanti che ci sono gia`passati, coloro che hanno viaggiato e vissuto il mondo prima di me e ho trovato lo stesso denominatore comune, il fatto di non volere tornare piu`indietro, il fatto che ogni posto nel mondo piace sempre di piu`del luogo in cui sei nato, cresciuto e poi ci sei fuggito.

Ma tutto questo non e`sufficiente..il non sentirmi solo non riesce ancora a calmarmi..

Houston e`stato tutto per me..
la mia prima vera e propria citta`, mi ha visto crescere mentalmente, mi ha visto diventare uomo. Mi ha visto diventare da Marco a Totti e poi da Totti a Marco a seconda delle occasioni, mi ha fatto amare la vita come mai prima di allora. Paradossalmente quella sua immensita`di popolazione, razze, sesso e religione mi ha insegnato che c`e`qualcosa di speciale anche in coloro che per diverse ragioni non e`facile apprezzare.

A Houston mi sono costruito il mio piccolo mondo con tutto e niente visto che quel magnifico castello di carta sara`presto spazzato via.

Questo post e`per tutti coloro che sono preoccuppati, senza avermi visto per un anno, se sono cambiato..
Questo post e`per tutti coloro, che siano di Houston o di Ceva, che mi continuano a domandare "e adesso??", "che cosa fai??".

La risposta e`che non importa dove e quando ma ora che ho imparato a sognare non ho alcuna intenzione di smettere.

A tutte quelle stesse persone chiedo anche di rispettare le mie scelte e di essere coerenti..d`altronde sarebbe inaccettabile vedere certi individui che mi hanno sempre parlato di rimorsi e rimpianti nella loro vita criticarmi..

tutte quelle persone potranno dire che sono pazzo, che sarebbe molto piu`comodo starsene a casa a coltivarsi il proprio orto e cosivia..
Be`, sara`il pensiero collettivo americano riguardante la competizione e l`economia, ma Houston mi ha insegnato anche questo..prima regola del commercio, credere in se stessi!!

e io ci credo in me stesso..If you think I am, I am proud to be crazy!!!
ma io sono solo innamorato della mia vita....

Marco